Nonostante già nel XVIII secolo documenti d'archivio segnalassero la presenza di un antico insediamento sul pianoro di Castiglione di Paludi, fu solo nel 1927 che l'Ispettore Onorario per le Antichità Giacinto d'Ippolito informò il Soprintendente Edoardo Galli della presenza di resti di natura archeologica tali da richiedere un intervento, programmato nel 1932 e mai realizzato.

Scavi clandestini lungo un tratto delle mura determinarono, nel 1949, l'avvio di regolari indagini sistematiche, seguite dall'Ispettore Giuseppe Procopio (1950-1956), che condussero alla scoperta del poderoso circuito murario, dell'area pubblica connotata dall'edificio noto come "Teatro", del cosiddetto "Lungo Muro" di terrazzamento. Monumenti che permisero di riconoscere nel sito di Castiglione un abitato fortificato di cronologia compresa fra il IV e la fine del III sec. a.C.

Elementi del sacro restituì un saggio aperto nell'area antistante la principale porta di accesso all'abitato, la "Porta Est": una stipe con terrecotte votive raffiguranti figure femminili, un tempietto fittile e monete ascrivibili all'ethnos brettio.

Sul Pianoro Sud furono intercettate strutture in blocchi e si avviò l'esplorazione - mai completata per ragioni di sicurezza – di una grotta "lunghissima, nessuno ne ha veduto ancora il fondo. Si chiama la Grotta di Castiglione. Vi han trovato un corpo umano di bronzo ed un braccio. In quei pressi son 2 ruscelli, S. Martino e S. Elia. Sopra la grotta son le rovine di Castiglione", già nota dalla segnalazione di Vincenzo Padula (1870-1880).  

Infine, Procopio sulla vicina Piana Agretto mise in luce la necropoli che restituì alcune sepolture coeve all'abitato ellenistico e più numerose tombe pertinenti a una comunità enotria della prima età del ferro (IX-VIII sec. a.C.).

Eccezion fatta per un brevissimo saggio condotto nel 1973 presso la Porta Est, indagini sistematiche sono state dirette in seguito da Pier Giovanni Guzzo e da Maurizio Paoletti tra il 1978 e il 1980, allo scopo di definire l'estensione spaziale e cronologica dell'abitato, rintracciando e documentando anche i precedenti interventi di scavo.

Dal 1981 sino al 1995 interventi di scavo della Soprintendenza hanno esplorato l'area nota come "Abitato Nord",  rivelando l’esistenza di edifici a più vani.

Tra il 2005 ed il 2006, l'Università "La Sapienza" di Roma (Prof. Enzo Lippolis) ha proceduto a un riesame generale dei dati, a un survey sui pianori e a una nuova battura di rilievi eseguiti con laser scanner 3D.

Al 2008 infine risale l’ultimo intervento sul sito della Soprintendenza, orientato principalmente al restauro delle mura.


Donatella Novellis

  • 1870-1880

    Prime notizie relative alle rovine di Castiglione; Vincenzo Padula, storico locale.
  • 1927

    Sopralluogo e prima dettagliata relazione sul sito; Cavalier Giacinto d’Ippolito, Ispettore Onorario per le Antichità e l’Arte .
  • 1947-1949

    Scavi non autorizzati; Pasquale Madeo, muratore di Paludi.
  • 1950-1956Cinta muraria, pianoro nord, “teatro” e edifici adiacenti; necropoli di Piana Agretto.

    Scavi archeologici; Ispettore Giuseppe Procopio.
  • 1973Porta Est

    Saggio di scavo archeologico; Piero G. Guzzo, Soprintendenza Archeologica per la provincia di Cosenza.
  • 1978-1980 Area del “teatro”, Porta Est con cd. “saggio triglifi”

    Saggi di scavo archeologico; P.G. Guzzo e Maurizio Paoletti (Università Cosenza).
  • 1981-1995Abitato nord

    Scavo archeologico; Silvana Luppino (Soprintendenza Archeologica) con Adolfo Tosti
  • 2005-2006Pianori, mura e Porta Est

    Riesame generale dati, survey e rilievi con laser scanner 3D; progetto europeo CIRTER-PON, Sapienza Università di Roma (Enzo Lippolis)e Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria.
  • 2008Mura, tratto est

    Scavo archeologico; Silvana Luppino (Soprintendenza Archeologica) con Adolfo Tosti