La collezione di monete provenienti da Castiglione di Paludi (81 esemplari, di  bronzo e d’argento, per un numero minimo di circa 29 tipi diversi) si è formata nel tempo sia grazie ai rinvenimenti effettuati nel corso degli scavi archeologici (77 monete), sia in virtù di donazioni da parte di privati (4 monete).

La raccolta ha una composizione eterogenea per provenienza geografica, con larga prevalenza di monete della Magna Grecia (79 monete) rispetto a quelle romane (2). Nell’ambito delle coniazioni greche, le città più rappresentate sono Nocera in Campania; Thurii (l’antica Sybaris), Rhegium (l’attuale Reggio Calabria) in Calabria; Agrigento, Centuripe e Siracusa in Sicilia.

Le monete coprono un ampio arco cronologico, dal IV all’inizio del II sec. a.C. Le testimonianze più numerose riguardano le emissioni a nome dei Brettii (38 monete). Al tempo della seconda guerra punica (218-202 a.C.) si possono attribuire anche due monete cartaginesi. Caso particolare è una moneta datata al III-II sec. a.C., coniata in Africa da uno dei regnanti della dinastia dei Tolomei, famosa per aver dato i natali alla celeberrima Cleopatra.

Finora solo due sono gli esemplari battuti da zecche romane, il primo datato al II-I sec. a.C. e coniato nella città di Copia (colonia romana fondata nell’area di Thurii), il secondo, emesso dalla stessa città di Roma, si data a dopo il III sec. a.C.

Fabrizio Terrizzi