La storia dei Brettii, di cui è breve la parabola, è anche la storia della Calabria: qui, tra età del Bronzo e prima età del Ferro, erano gli Enotri e gli Ausoni.

Poi, alla fine dell’VIII secolo arrivarono dalla Grecia i coloni achei che fondarono Sibari.

Più tardi, si insediarono i Lucani dal Sannio, entrando in conflitto con i Greci e riducendo in schiavitù le genti italiche.

Di qui, la rivolta servile e il brigantaggio, fino alla nascita di una Confederazione indipendente, con Cosenza come metropolis e una propria monetazione d’oro, argento e bronzo, a imitazione di quella greca.

E così, organizzati in cantoni autonomi controllati da città arroccate, i Brettii si espansero riunendosi in armi ai danni delle città italiote, prese d’assalto e saccheggiate.

In rispetto delle loro origini, i Bretti erano bilingui: parlavano il greco e l’osco, una lingua di ceppo italico, e quando non erano impegnati in guerre e razzie, si dedicavano all’agricoltura, alla produzione tessile e soprattutto alla pastorizia, un tempo loro prima occupazione.

Ma il prodotto tipico più famoso di tutti, apprezzato all’epoca anche ad Atene, fu senza dubbio la pece brettia, prodotta nelle boschi della Sila e utilizzata per sigillare i vasi e come impermeabilizzante.

E, se da una parte con i coloni italioti fu scontro duro, dall’altra è evidente l’influenza della raffinata cultura greca sulla società brettia. Di fattura greca o magnogreca è infatti la maggior parte di quei pochi vasi, ornamenti e armamenti rinvenuti negli scavi archeologici.

Brettii is the name of an Italic people whose history, although brief, represents the history of all Calabria. Between the Bronze Age and the Iron Age, this region was inhabited by the Oenotrians and the Ausones.