L’accesso principale alla città avveniva dalla cd. Porta Est, un ingresso monumentale del tipo “a cortile a cielo aperto”, a pianta rettangolare (8,60 x 13,70 m circa), avente funzione sia militare (la porta interna rappresentava per il nemico un secondo baluardo da superare) sia di  organizzazione del transito, regolato dalla coppia di stretti fornici aperti nel muro esterno, larghi 1,50 e 1,70 m. Dall’interno del cortile, dove corre una banchina (C) rialzata rispetto al piano di calpestio, superata la porta (larga 2,40 m) nel muro di fondo (D) si accedeva probabilmente a una rampa carrabile la quale, sfruttando una vallecola naturale, risaliva il pendio per poi raccordarsi alla strada principale della città.

A ulteriore protezione di questo ingresso monumentale furono aggiunte, forse in due distinti momenti, la Torre Alfa, costruita a ridosso dell’angolo SE del cortile, e la Torre Beta, inserita nello spessore del tratto settentrionale della cinta muraria; sui blocchi dell’entrata di questa torre si conservano le scanalature del sistema di chiusura a caditoia e – si suppone – grata di ferro (E).

All’interno delle mura, un saggio di scavo (cd. Saggio Triglifi) ha riportato alla luce i resti dell’edificio I, una costruzione divisa in tre ambienti (70 mq), alla quale sembrano appartenere alcuni degli elementi architettonici rinvenuti, come i blocchi scolpiti con metope e triglifi.

Al di fuori della Porta Est, invece, è stato scoperto un importante deposito (stipe) di terrecotte votive, tra cui spiccano numerose statuine di figure femminili e un modello di tempietto (IV-III sec. a.C).