Nel loro complesso, per imponenza, tipologia architettonica e tecnica edilizia, le mura di Castiglione (350-300 a.C. circa) sono un unicum nel panorama dell’Italia meridionale. Per alcuni aspetti, vale comunque il confronto, in Italia Meridionale, con le contemporanee mura di Velia (SA), Moio Civitella (SA) e Civita di Tricarico (MT) e, in area brettia, con quelle di Muraglie e Cerasello di Pietrapaola (CS) e di Pruìia di Terravecchia (CS).

Il circuito murario, conservato per circa 400 m di lunghezza, difende i versanti più deboli del sito, adattando il suo andamento alla morfologia del terreno. La cinta era dotata di porte di accesso, postierle (porte di secondaria importanza), torri circolari e rampe di scale per i camminamenti di ronda.

Le mura sono costruite con grossi blocchi di pietra arenaria locale, poggiati a secco sul banco roccioso; la cortina è spessa circa due metri e i blocchi sono posti alternativamente di testa e in fascia.

Sul ciglio della punta del pianoro protesa sulla fiumara Coserie, quindi in una posizione di ampio controllo visivo sulla valle sottostante, fu costruita la cd. Torre Nord (o Gamma). A pianta circolare, con un diametro esterno di 4,90 m e uno spessore delle mura di circa 1,30 m, la torre aveva almeno due piani con terrazzo superiore; era inoltre collegata al camminamento di ronda tramite una scala in pietra, di cui si conservano i resti.

Circa 90 metri a ovest della Torre Nord sono oggi ancora visibili, lungo il sentiero di visita, i resti della cd. Torre Delta.

In direzione opposta, oltre la Porta Est, le mura proseguono verso sud e s’interrompono dove il ripido pendio rende già naturalmente inespugnabile il fianco dell’altura. In questo breve tratto di mura si riconoscono una scaletta addossata al paramento interno, che portava al cammino di ronda, e una postierla con chiusura a caditoia (una sorta di saracinesca).