Secondo il modello tipico delle città di età ellenistica, al quale sembra riconducibile Castiglione, l’area pubblica (agorà) era verosimilmente ubicata in un’area pianeggiante ai piedi del teatro.

E, in effetti, in tale spazio dominato dal “teatro” gli archeologi hanno messo in luce alcuni edifici con caratteristiche monumentali (resti di colonne) attestanti una funzione pubblica piuttosto che privata.

E’ probabile che quest’area pubblica si disponesse su due livelli diversi, creati artificialmente regolarizzando la pendenza naturale e costruendo la potente opera di terrazzamento, chiamata convenzionalmente “Lungo Muro”: un’imponente struttura in opera quadrata, con “scarpa” a filari rientranti verso l’alto, lunga 42 metri circa e conservata per un’altezza di 4 metri. Il muro serviva anche da sostruzione per il tratto meridionale della grande plateia (strada maggiore) che divideva la piazza alta da quella bassa.

Sul piano superiore, a est del “teatro”, si trovano alcuni edifici allineati. Questi presentano una pianta rettangolare divisa in più vani, in alcuni dei quali sono riconoscibili due distinte fasi edilizie, di cui una più antica, in grossi blocchi parallelepipedi, e quella successiva in ciottoli fluviali messi in opera a secco. In particolare, per l’edificio A (530 mq ca.), l’orientamento, il carattere monumentale della costruzione e la disposizione dei vani inducono a ritenere che si tratti non di un edificio comunitario, ma verosimilmente di un piccolo edificio di culto con cella centrale.

Contigue al muro di terrazzamento si trovano altre strutture d’incerta funzione, a pianta rettangolare divisa in più vani, costruite con le due tecniche murarie appena descritte.