L’Abitato Nord (IV-III sec. a.C.) è costituito da una serie di edifici allineati lungo la plateia. Gli scavi archeologici hanno riportato finora alla luce sei caseggiati, di cui solo tre ben conservati, e alcune strutture di servizio: una cisterna, un pozzo e una fornace per la ceramica.

L’edificio I (200 mq) ha una pianta rettangolare e uno zoccolo di fondazione in blocchi squadrati al di sotto di un doppio paramento di ciottoli e frammenti di tegole e laterizi, tecniche che testimoniano due fasi di costruzione diverse (dalla fine del IV a tutto il III sec. a.C.). La presenza di un focolare e il tipo dei vasi rinvenuti suggeriscono di riconoscere nel vano più grande una cucina.

L’edificio II (130 mq; III sec. a.C.), simile al primo per forma e tecniche di costruzione, è diviso in quattro vani; uno di essi ha un pavimento in lastroni di terracotta in cui è alloggiato un tombino, parzialmente coperto da un dolio (grande giara di terracotta).

L’edificio maggiore dell’area indagata è l’edificio III (circa 400 mq), composto da almeno 11 vani. L’accesso principale al cortile avveniva forse dalla plateia, mentre un secondo ingresso a corridoio si apriva sulla strada secondaria a nord, attraversato il quale si accedeva al cortile, lasciandosi ai lati due stanze uguali e simmetriche rispetto al corridoio. Sul lato sud del cortile si apriva un’altra serie di ambienti d’incerta funzione, alle spalle dei quali si trovavano i “servizi”: almeno due le stanze da bagno, di cui la prima con vasca costruita con tegole infisse nel terreno e la seconda con vasca “mobile” di terracotta. All’interno dell’edificio è stato rinvenuto anche un deposito votivo di statuette di terracotta.

Le 5 fossette circolari, scavate lungo il muro nord del cortile per alloggiarvi altrettanti dolii (fig. 1, d), così come il sistema di canaletti ricavati nel sostrato roccioso, potrebbero risalire a un più recente momento d’uso dell’edificio, quando almeno una sua parte fu impiegata come laboratorio per attività artigianali, indiziato dal rinvenimento di scorie di lavorazione di ferro e ceramica.  

A questa più tarda fase edilizia potrebbero riferirsi anche la fornace per la cottura della ceramica e l’adiacente Edificio IV, che con i suoi vani invade la carreggiata della plateia.

In cattivo stato di conservazione, a causa di ripetute arature condotte sullo scarso interro formatosi al di sopra dei muri, si trovano gli Edifici V e VI, solo parzialmente indagati.

Indice di un’evoluta organizzazione della città è il canale di scolo coperto, costruito lungo il lato ovest della platea, di cui rimane ancora visibile un tratto delimitato con blocchi di pietra che recano le fessure per l’innesto delle traverse di sostegno al tavolato di legno.